Gli LCD Soundsystem condividono il singolo e videoclip “tonite”

Dopo aver svelato la copertina del nuovo disco American Dream, in uscita il 1° settembre, gli LCD Soundsystem hanno diffuso un nuovo singolo durante il podcast radiofonico Beats 1 (disponibile su Apple Music) dove era ospite il frontman James Murphy. La traccia, che viaggia su ritmiche disco music, si intitola tonite ed era stata già presentata dalla band durante il suo concerto al Brooklyn Steel e in un’applicazione in modalità realtà virtuale pubblicata sul web. Per la visione del relativo videoclip vi rimandiamo alla nostra sezione video mentre i dettagli sul disco in arrivo, l’ascolto dei precedenti estratti e la tracklist sono disponibili nella pagina album.

 

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“Hannibal”. Bryan Fuller in trattative per riportare in onda la serie

Bryan Fuller ha dichiarato che le prime conversazioni circa un possibile ritorno in onda di Hannibal – con la quarta stagione – sono appena iniziate. Il creatore della serie non ha mai perso le speranze dopo la cancellazione da parte di NBC e ha sempre sostenuto che una svolta avrebbe potuto concretizzarsi solo due anni dopo la messa in onda dell’ultimo episodio. Oltre a dichiarare che «queste cose richiedono tempo», Fuller ha anche rivelato che la produttrice Martha De Laurentiis è parte di queste trattative iniziali sul ritorno della serie.

La motivazione principale per un’attesa di due anni risiede nel fatto di dover integrare materiale de Il silenzio degli innocenti all’interno della serie, dato che i diritti di tale opera – che appartengono ai produttori dell’omonimo film di Jonathan Demme – scadranno questo mese. Hannibal è nato come prequel degli eventi mostrati in Red Dragon, ma la storyline condotta fino alla terza stagione è un preambolo alle vicende de Il silenzio degli innocenti (con l’ultimo episodio intitolato The Wrath of the Lamb). Nel cast Mads Mikkelsen ricopriva il ruolo dello psichiatra criminale Hannibal Lecter, mentre Hugh Dancy era il consulente dell’FBI Will Graham. Staremo a vedere se le trattative avranno esito positivo per poter ammirare finalmente la tanto attesa quarta stagione.

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St. Vincent analizza “New York” su “Song Exploder”

St. Vincent è stata ospite della nuova puntata di Song Exploder, podcast condotto da Hrishikesh Hirway dove gli artisti invitati prendono in esame una canzone di repertorio. In trasmissione, Annie Clark, tra il serio e il faceto, ha parlato di New York, il suo ultimo singolo uscito lo scorso giugno. «E’ la prima volta che penso che questa potrebbe diventare la canzone preferita per qualcuno», spiega la cantante adducendo che il testo parte da un messaggio di un amico che recitava «New York isn’t New York without you» e che l’arrangiamento, prima di venir passato a Jack Antonoff, prevedeva soltanto un semplice giro di chitarra e la registrazione vocale effettuata sul cellulare come voice memo.

Riguardo la strofa «I have lost a hero/I have lost a friend», il riferimento va al giro di vite del 2016 ed in particolare alla morte di David Bowie. «E’ davvero sciocco fare della morte di Bowie qualcosa che riguardi me – non ha nulla a che fare con me – ma è stato un modo per dire che ero molto affezionata a lui. E ho pianto. Ho pianto per qualcuno che non ho mai conosciuto. E non ricordo di averlo mai fatto prima di allora». Di seguito l’ascolto integrale della puntata.

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“We Are Manchester”. Un nuovo evento benefico per ricordare le vittime della strage

Il prossimo 9 settembre la Manchester Arena riaprirà i battenti in occasione dell’evento di beneficenza We Are Manchester dedicato alle vittime della strage terroristica avvenuta lo scorso maggio dopo il concerto di Ariana Grande. La line-up della serata comprende numerosi artisti di Manchester e non solo, tra cui Noel Gallagher – la cui assenza al primo evento organizzato in questo senso, One Love Manchester, era stata criticata dal fratello Liam – Courteeners, Blossoms, Rick Astley e il poeta Tony Walsh. I soldi ricavati verranno devoluti a un memoriale permanente. «Coloro che commettono attacchi terroristici vogliono dividere e soffocare le nostre libertà – ha dichiarato Sue Murphy leader della maggioranza del consiglio comunale di Manchester – Nessuno potrà mai dimenticare i terribili eventi del 22 maggio, ma la nostra città ha reagito con amore, solidarietà e determinazione…Accogliamo con felicità la riapertura dell’Arena, location importante che attrae centinaia di migliaia di visitatori e simbolo di questo spirito coraggioso e resiliente».

We Are Manchester segue il concerto di giugno sopracitato, One Love Manchester, che ha visto Chris Martin e Ariana Grande cantare assieme il brano degli Oasis Don’t Look Back in Anger, canzone che è stata spontaneamente adottata come anthem dai cittadini immediatamente dopo l’attacco.

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Perfume Genius esegue una cover di “Body’s in Trouble” di Mary Margaret O’Hara per la Spotify’s Singles series

Mike Hadreas, in arte Perfume Genius, è stato il protagonista del nuovo episodio della Spotify’s Singles series. Per l’occasione, l’artista statunitense, all’interno degli studi newyorchesi della nota piattaforma streaming, ha inciso una versione live di Slip Away e una cover del brano di Mary Margaret O’Hara Body’s in Trouble. «Ho iniziato a suonare questo brano in tour poco dopo averlo ascoltato per la prima volta», ha dichiarato Hadreas a proposito di quest’ultimo, «Ci sono brevi momenti in cui la musica arriva in modo molto tradizionale, ma dopo alcuni ascolti la sua parte più interessante riguarda questa componente magica che ti arriva senza una forma precisa. Non avrei mai il coraggio di imitare o ricreare la performance della sua autrice, ma ho cercato di cantarla nello stesso mantrico registro, magari portandolo su territori leggermente più sinistri. Il mio rapporto con il corpo è confuso, uso la musica proprio per cercare di capirci qualcosa o come una ribellione nei confronti della necessità di ogni forma».

Perfume Genius ha pubblicato lo scorso maggio il nuovo album No Shape, recensito positivamente da Marco Boscolo, che ha anche firmato un breve monografico. Vi ricordiamo che il musicista statunitense è atteso a fine mese e a novembre per due date previste a Torino e Milano. Di seguito l’ascolto nel nuovo episodio di Spotify’s Singles series.

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Jane Weaver. Il nuovo EP “The Architect” in uscita a ottobre

Il prossimo 27 ottobre Jane Weaver pubblicherà via Fire Records The Architect. Nella pagina Soundcloud dell’etichetta potete ascoltare il brano che dà il titolo all’Ep, già presente all’interno dell’ottimo Modern Kosmology, album pubblicato a maggio 2017 e recensito su queste pagine da Fabrizio Zampighi, oltre che in nomination per gli AIM Awards 2017.

Il nuovo Ep contiene anche un remix della title track ad opera di Andy Votel e i brani inediti Code e Element.

 

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Morto Alessandro Soresini degli Africa Unite

Lo scorso 14 agosto è venuto a mancare a soli 44 anni, dopo un lunga malattia, Alessandro Soresini, batterista degli Africa Unite. Il musicista era entrato in formazione nel 2010 dopo aver militato in band come Reggae National Tickets e Smoke.

Gli Africa Unite hanno salutato l’amico con un messaggio pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale: «Ciao Ale, abbiamo passato dei bellissimi momenti insieme, abbiamo condiviso della musica che tu sei sempre riuscito ad arricchire con il tuo ritmo e la tua attitudine. Il tuo drumming era e rimarrà inconfondibile, siamo onorati ed orgogliosi di averti avuto nella nostra famiglia. Ci hai insegnato molto, sei stato una delle persone più belle e forti che abbiamo avuto modo di conoscere. Ti porteremo sempre nei nostri cuori e nella nostra musica. Fly high Ale!!!! 1Luv!!!!»

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Migliori album 2017 (gennaio – luglio/agosto). La classifica di Diego Ballani

Qualcosa si muove? Stando ai pareri più autorevoli sembra che il 2017 debba passare alle cronache come l’anno in cui il rock (ma faremmo meglio a dire la “guitar music”) è tornata, più o meno stabilmente, nella mappa dei generi più rilevanti. Se è vero, si tratta di un processo lento e farraginoso, a fronte della spregiudicatezza manifesta di frange della black music e di certa elettronica più contaminata, che paiono in grado di alzare l’asticella ad ogni nuovo album. Rispetto a quanto captato nei primi mesi dell’anno, quella a suon di chitarre è ancora una battaglia di retroguardia combattuta nel tentativo di resuscitare il fantasma di stili passati, impegnati in un eterno revival che produce epigoni sempre più sbiaditi. Le eccezioni sono ancora troppo poche per parlare di una vera rinascita del genere. Vale la pena dunque valorizzare quanto di buono si è visto fin qui.

Partiamo dalla categoria dei vecchi leoni, spritualmente dominata dagli Wire, attualmente nel bel mezzo di un’ennesima giovinezza che permette loro di suonare sempre attuali senza nemmeno dover più sfoderare l’intransigenza del passato. Un discorso che può essere esteso tranquillamente ai Feelies ormai elevati a paradigma di un folk rock diafano e concettuale che pare impermeabile allo scorrere del tempo. Fra i ritorni più attesi alcuni presentavano certamente rischi maggiori. Fra tutti quelli dei Jesus And Mary Chain (risoltosi positivamente in virtù di una raccolta di frammenti assemblati negli ultimi 17 anni, cui i fratelli Reid e il produttore Youth hanno saputo dare coesione) e dei Grandaddy (che con The Last Place, hanno ripreso le redini di un discorso che si era interrotto con il classico The Sophtware Slump). Certamente interessante è stata poi la pubblicazione ravvicinata di due storiche formazioni shoegaze come Slowdive e Ride. I primi (già stabilmente nelle classifiche dei migliori lavori dell’anno) hanno portato a compimento un’operazione iniziata quasi trent’anni fa, facendo sponda con le miriadi di epigoni emersi negli ultimi tempi e riuscendo persino ad andare oltre il mero album di genere. I Ride sono stati invece più veloci e chirurgici, riconvertendo il loro pop psichedelico in chiave retrofuturista grazie alla mano fatata del produttore Erol Alkan.

Venendo all’indie rock (o a quello che ne resta) registriamo come il revival degli anni 90 persista in varie forme. Ce lo dimostra Dylan Baldi dei Cloud Nothings che con il  nuovo lavoro mette a fuoco il suo guitar pop affrancandosi dal testosterone e mostrandosi autore compiuto, capace di traghettare una schiera nutrita di fan verso la maturità. Ma ai 90s si ispirano a modo loro anche i britpoppers danesi Communions, gli slackers (sempre più 70s oriented) Happyness e gli alternative rockers Pumarosa (quelli più ambiziosi e dall’appeal commerciale decisamente più marcato). In ambito pyscho pop formazioni minori come Froth e Splashh hanno ottenuto ottimi risultati con una formula apparentemente simile (che fonde estasi dreampop e metronomia kraut) mentre i Moon Duo, che dei ritmi motorik sono una specie di bandiera, si sono spinti verso territori più schiettamente acid rock con il secondo volume di Occult Architecture, realizzando così uno dei loro lavori migliori e più focalizzati. Sono infine di outsider come Proper Ornaments e Fred Thomas (dei Saturday Look Good To Me) due dei guitar album più gustosi ed evocativi ascoltati fin qui.

Spostandosi sulla parte alta della mia personale classifica troviamo gli Algiers (autori di un electro soul barricadero, che potrebbe portarli molto lontano e farli portavoce di un’America alla ricerca di una nuova canzone di protesta), i Timber Timbre (che hanno scritto un nuovo capitolo della loro elegia noir, spingendosi verso un blues sintetico metropolitano) e i Clap Your Hands Say Yeah (forti di un album personale e profondo, che li porta definitivamente fuori da un lungo periodo di appannamento). Il triplo album che Stephin Merrit dei Magnetic Fields si è regalato per i suoi 50 anni è forse appena troppo didascalico per poter competere con il capolavoro 69 Love Songs, ma resta comunque un’opera da ammirare e scoprire lentamente, il lavoro di un artista che dà il meglio di sè con progetti di ampia portata.

Prima posizione va ai Black Angels, che tornano al massimo splendore con un album che suona da subito come un classico. Alex Maas e i suoi attingono alle suggestioni e alla mistica del Texas per quello che è forse il loro lavoro più politico, a dimostrazione di come il rock, nella sua forma più schietta, possa ancora farsi interprete della quotidianità e puntare il dito su storture e contraddizioni.

  1. The Black Angels – Death Song
  2. The Magnetic Fields – 50 Song Memoir
  3. Clap Your Hands Say Yeah – The Tourist
  4. Timber Timbre – Sincerely, Future Pollution
  5. Algiers – The Underside of Power
  6. Slowdive – Slowdive
  7. Ride – Weather Diaries
  8. Moon Duo – Occult Architecture Vol. 2
  9. The Proper Ornaments – Foxhole
  10. Froth – Outside (Briefly)
  11. Communions – Blue
  12. Grandaddy – Last Place
  13. Fred Thomas – Changer
  14. Cloud Nothings – Life Without Sound
  15. Wire – Silver / Lead
  16. Feelies – In Between
  17. The Jesus And Mary Chain – Damage and Joy
  18. Pumarosa – The Witch
  19. Happyness – Write in
  20. Splashh – Waiting a Lifetime

Gli editoriali pubblicati finora: Stefano Solventi, Nino Ciglio, Tommaso Bonaiuti, Federico Sardo, Marco Boscolo, Elena Raugei, Francesco Abazia, Luca Roncoroni, Davide Cantire e Fernando Rennis.

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Arriva la conferma: Daniel Craig sarà James Bond nel prossimo film

L’attore britannico Daniel Craig tornerà a vestire i panni dell’agente 007 James Bond nel prossimo film in uscita l’8 novembre 2019, prodotto dalla Eon Productions di Londra insieme alla Metro-Goldwyn-Mayer. L’annuncio ufficiale, che fa seguito a numerose indiscrezione circolate nell’ultimo periodo, è arrivato per bocca dello stesso attore intervistato durante il Late Show di Stephen Colbert. Per Craig si tratta della sua quinta apparizione nella saga dopo aver recitato in Casino Royale, Quantum of Solace, Skyfall e SpectreDi seguito un tweet pubblicato nella notte dal profilo del Late Show.

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House protagonista a Otranto (Lecce) per la prima edizione del festival “Organica”

Un nuovo festival in riva al mare all’insegna della house, della club culture, dello street-food e dei mercatini artigianali. E’ il concept alla base di Organica, evento in programma venerdì 18 agosto a Balnearea, stabilimento balneare in località Otranto/Alimini in provincia di Lecce. Tra gli headliner in line-up, figurano Joe Clausell, dj e producer statunitense con alle spalle esibizioni in club leggendari come il CBGBs o il Paradise Garage e il dj house di Chicago Jamie 3:26. «Dal pomeriggio alle prime luci del giorno dopo – si legge nel comunicato degli organizzatori – Organica propone una serie di contenuti pensati come un ecosistema di possibilità tra street food, mercatino artigianale, area benessere e relax con la musica sempre al centro, come cibo per l’anima». Per tutti i dettagli sull’evento vi rimandiamo alla nostra pagina festival.

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