http://ift.tt/2v7Az6F News: Norman Lear, Kennedy Center Honoree, To Skip White House Reception In Protest

Norman Lear, Kennedy Center Honoree, To Skip White House Reception In Protest
The 95-year-old TV producer and writer says he cannot celebrate “at a White House that has no interest in supporting the Arts and Humanities.”

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http://ift.tt/2vsfBjJ News: Northwestern Professor And Oxford Employee Arrested In Stabbing Death Of Chicago Man

Northwestern Professor And Oxford Employee Arrested In Stabbing Death Of Chicago Man
Wyndham Lathem and Andrew Warren surrendered on Friday in California and are facing first-degree murder charges.

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http://ift.tt/2ubysf8 News: With His Back Against The Wall, Trump Again Turns To Grievance Politics

With His Back Against The Wall, Trump Again Turns To Grievance Politics
After six months of no major legislative achievements, and amid sliding poll numbers, President Trump is working to keep his loyal supporters behind him with a return to the culture wars.

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After six months of no major legislative achievements, and amid sliding poll numbers, President Trump is working to keep his loyal supporters behind him with a return to the culture wars.

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John Carpenter. A settembre la ristampa in vinile della soundtrack di “Christine”

Il prossimo 29 settembre uscirà una ristampa in vinile della colonna sonora di Christine (la versione italiana del film è intitolata Christine la macchina infernale), trasposizione cinematografica ad opera di John Carpenter del celebre, omonimo romanzo di Stephen King uscita nelle sale nel 1983. A quanto pare, la nuova edizione della soundtrack composta dallo stesso Carpenter e da Alan Howarth uscirà in vinile blu e nero [fonte: The Vinyl Factory].

Di recente il regista e musicista americano ha firmato un accordo con Universal Cable Productions per la realizzazione di due serie televisive, la cui uscita è prevista per il 2018. Di seguito potete vedere un estratto da Christine e ascoltare un brano dalla colonna sonora originale del film.

Tracklist

1. Arnie’s Love Theme
2. Obsessed With The Car
3. Football Run / Kill Your Kids
4. The Rape
5. The Discovery
6. Show Me
7. Moochie’s Death
8. Junkins
9. Buddie’s Death
10. Nobody’s Home / Restored
11. Car Obssession Reprise
12. Christine Attacks (Plymouth Fury)
13. Talk On The Couch
14. Regeneration
15. Darnell’s Tonight
16. Arnie
17. Undented
18. Moochie Mix Four

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SikTh Find ‘Cracks of Light’ in New Video Featuring Periphery’s Spencer Sotelo

SikTh’s vocal attack gets even more dynamic with a guest contribution from Periphery’s Spencer Sotelo in the spastic video for ‘Cracks of Light.’

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Migliori album 2017 (gennaio – luglio/agosto). La classifica di Francesco Abazia

Mi piace pensare che il 2017 sarà ricordato come l’anno della definitiva affermazione del post-rap, nuovo “genere” nato dal superamento del concetto di rap. A dire il vero non sono sicuro che il post-rap sia neppure nato, e l’idea stessa del “superamento del rap” è forse anacronistica. Eppure creare un nuovo contenitore musicale potrebbe da un lato mettere un freno alla sempreverde nostalgia per gli scintillanti anni ’90 e dall’altra quietare le nostre paure più recondite quando sentiamo parlare di superamento dei generi. Questa mia speranza nasce anche da una sorta di equilibrio interiore, generato durante questa prima metà del 2017 dalla maggior parte di quelle uscite che rientrano nel macro-genere del rap (non sia mai a dire hip hop). Un equilibrio trovato anche grazie alla visione (tardiva) di Hip Hop Evolution, il documentario che – pur con qualche lacuna – prometteva di raccontare la nascita del rap, e nel farlo incidentalmente ricordava quanto stupido sia definire più o meno rap un certo disco, un certo artista.

Perché non passare direttamente al post-rap, quindi? La prima parte dell’anno ci ha dato una valanga di ottimi motivi per provare a farlo. Se DAMN., l’ennesimo capolavoro epocale di Kendrick Lamar, esula un po’ da questo discorso – proprio in quanto disco senza tempo – sono principalmente due i dischi che mi hanno portato a questa riflessione: More Life di Drake e Teenage Emotions di Lil Yatchy. Nonostante l’esordio di Yatchy possa risultare in qualche passaggio confuso, non impeccabile e monco, è un album che riscrive certi canoni del rap moderno, e lo fa sotto diversi punti di vista. Primo fra tutti: Lil Yatchy ha sempre ammesso di essere stato molto più condizionato dal pop, durante la sua vita, che dal rap, e di non conoscere molti titoli della golden age – e, in definitiva, non gliene frega nulla. Questo si riversa nella sua musica che, non ha caso, ha nei suoi migliori momenti una verve quasi synth-pop. Non si sta qui dicendo che quello fatto da Yatchy sia musicalmente rivoluzionario, ma la sua aperta rottura col passato, e i numeri dalla sua parte, ne fanno senza dubbio un simbolo. E poi c’è Drake, questa sua idea di “playlist inedita”, espediente narrativo per inserire qualsiasi cosa fosse di suo gradimento al momento dell’incisione, dall’house sud-africana, al grime, alla dancehall. Portland, con i feat. di Quavo e Travis Scott, è emblematica del discorso che cerco di portare avanti: è una hit pensata per essere tale (e per consacrare il flauto a trend assoluto della presente stagione, vedi anche Mask Off), con tre pesi massimi e una struttura allo stesso momento classica del rap e con sonorità totalmente nuove. Questo ci porta ad un altro degli album essenziali del post-rap, Culture dei Migos – i famosi “Beatles della nostra generazione” –, o al sottovalutato Beautiful Thugger Girls di Young Thug, fino ad arrivare ai due dischi in un mese di Future, vera e propria icona trap, che ha deciso di darci un taglio con la trap per passare al post-rap.

Il contenitore però è abbastanza grande da non dover solo essere inteso come una evoluzione o un prolungamento della trap o di qualsiasi cosa faccia Quavo. Comprende infatti anche due degli album che ritroverete in tutte le classifiche finali, quello di Vince Staples, Big Fish Theory, e quello di Tyler, The Creator, Flower Boy. In maniera più radicale il primo, e più sottile il secondo, i due hanno rivisto i loro canoni e giocato in territori estranei, piegandoli alle loro idee. Nel post-rap però c’è anche spazio per i campioni di Nina Simone e dei Fugees, come in 4:44 di Jay-Z, per lo sconfinamento del grime di Stormzy, per l’attitudine punk di XXXTentacion e la classe senza tempo di Snoop Dogg (autore di un pregevole album, Neva .Left). Abbiamo altri sei mesi per confermare o smentire questo processo. Sarebbe bello fosse tutto vero.

  1. Vince Staples Big Fish Theory
  2. Kendrick Lamar – DAMN.
  3. SZACtrl
  4. Tyler, The CreatorFlower Boy
  5. StormzyGang Signs & Prayer
  6. Lil YatchyTeenage Emotions
  7. ThundercatDrunk
  8. DrakeMore Life
  9. MigosCulture
  10. Jay Z4:44
  11. OdisseeThe Iceberg
  12. FutureFUTURE
  13. FutureHNDRXXX
  14. Young ThugBeautiful Thugger Girls
  15. KhalidAmerican Teen
  16. Kodak BlackPainting Pictures
  17. WileyGodfather
  18. Snoop Dogg Neva Left
  19. Bryson TillerTrue to Self
  20. Joey Bada$$ALL AMERIKKKAN BADA$$

Gli editoriali pubblicati finora: Stefano Solventi Nino Ciglio, Tommaso Bonaiuti, Federico Sardo, Marco Boscolo, Elena Raugei e Francesco Abazia.

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