Gli audit dei software vendor: come gestirli al meglio

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Phophets of Rage. Zack de la Rocha dà la sua benedizione al supergruppo

Poche settimane fa un misterioso countdown era apparso sul sito dei Rage Against the Machine per poi rivelare la comparsa di un nuovo supergruppo chiamato Prophets of Rage, e formato da membri della stessa band losangelina, dei Public Enemy e Cypress Hill. Zack de la Rocha, però, non è nella line-up della nuova band.

In un’intervista, Tom Morello ha dichiarato che il supergruppo ha già la sua prima canzone originale, The Party Is Over, che definisce «una collaborazione davvero penetrante». Nel corso dell’intervista Tim Commerford ha rivelato di aver ricevuto la “benedizione” da Zack de la Rocha per formare il supergruppo e suonare la canzoni dei Rage Against the Machine. L’assenza del cantautore è spiegata anche da Brad Wilk: «È molto impegnato. Sta lavorando al suo nuovo disco al momento» ha affermato, riferendosi indubbiamente a quell’album solista da tempo in lavorazione. Potete leggere l’intervista originale completa sul sito di Rolling Stone.

I Prophets of Rage hanno anche spedito una mail ai loro fan confermando la loro esistenza e annunciando uno show a Los Angeles: «I Prophets of Rage combinano la potenza del suono dei Rage Against the Machine, Public Enemy e Cypress Hill. Non possiamo più stare al lato della storia. Tempi pericolosi richiedono canzoni pericolose. È tempo di far tornare quella potenza. È tempo di rendere l’America di nuovo Rage (rabbiosa)».

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Monopolio Siae: proposto un emendamento per abolirlo

Nei prossimi giorni, con un termine di scadenza fissato per il 6 giugno, i senatori del Partito Democratico, Laura Puppato e Pietro Ichino, presenteranno in discussione al Senato un emendamento alla legge europea che, se approvato, sancirà la fine del monopolio Siae in Italia. La proposta appoggiata anche da esponenti degli altri partiti, tra cui Serenella Fucksia, ex 5Stelle, ora nel Gruppo Misto, e da membri appartenenti ad Autonomie, Ala, Forza Italia e Lega Nord. La norma europea presa a riferimento è la direttiva Barnier del 2014 che, in breve, chiede ai Paesi membri dell’Unione di dare completa libertà agli artisti per quanto riguarda la scelta su chi affidare la gestione dei propri diritti. Alla Camera, però, il ministro Dario Franceschini non si è rivelato del tutto progressista in materia, dando sì il suo consenso per l’ingresso di società straniere, ma garantendo il monopolio Siae a patto di una riforma della società. L’emendamento, invece, torna all’essenza più fedele del testo originale europeo: «I titolari dei diritti d’autore (…) possono affidare la relativa gestione a uno o più organismi di cui alle lettere a) e b) della direttiva a patto che operino nel rispetto degli obblighi previsti dalla normativa nazionale», dove a) sta per società di gestione collettiva, come la Siae, e b) per entità di gestione indipendenti (e private).

L’intervento di Franceschini alla Camera fece crollare tutti gli emendamenti, ma la situazione potrebbe ribaltarsi in Senato, dove la maggioranza di governo ha un margine più risicato e dove la linea di pensiero predominante appare allineata e a sostegno della modifica. A favore della liberalizzazione, nelle scorse settimane, si sono fatti avanti volti noti del panorama musicale come Fedez e Gigi D’Alessio, che hanno anche annunciato la loro uscita dalla Siae affidandosi all’indipendente Soundreef. Immediata la risposta del presidente della Società autori ed editori Filippo Sugar: «Torneranno indietro quando non vedranno i soldi», ha dichiarato in un’intervista al Messaggero.

Fedez

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