“Fermiamo la repressione di Ortega”. Un appello contro la dittatura in Nicaragua

di Gerard Lutte
In memoria di Giulio Girardi   
Noi intellettuali che appoggiammo la rivoluzione sandinista, dobbiamo energicamente condannare il massacro di giovani e contadini disarmati che protestano contro la dittatura della coppia Ortega-Murillo.

Sono stato una delle persone che ha dato sostegno al Fronte Sandinista ancor prima della vittoria della rivoluzione nel 1979, organizzando nel Centro […]

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Fake news e overdose di social network, l’87% degli italiani non crede più nelle notizie

Sempre più informazione, sempre più confusa. Per l’87% degli italiani non ci sono più opportunità di apprendere notizie credibili. Perennemente esposti alle news, si affidano a Internet per farsi un’opinione. E l’82% non sa riconoscere una bufala.

Sono i dati che emergono dal rapporto Infosfera, realizzato dal gruppo di ricerca sui mezzi di comunicazione di massa dell’Università Suor Orsola Benincasa su un campione di 1.500 cittadini. La ricerca analizza la percezione del sistema mediatico italiano, con particolare attenzione al livello di credibilità, fiducia e influenza delle fonti di informazione. Il report si concentra sugli effetti prodotti dai fenomeni di mediatizzazione, disintermediazione e dal cosiddetto information overload. La polarizzazione e la sempre minore disponibilità di tempo e attenzione stanno cambiando il modo di rapportarsi alle notizie.

Il 79% degli italiani ritiene infatti di essere in grado di trovare facilmente le notizie di cui ha bisogno. Tende perciò a fare un largo uso di free media, piuttosto che pagare per un’informazione di qualità. La dieta mediatica attuale fa sì che ciascun utente si senta libero di creare il proprio mix di contenuti su misura. La grande disponibilità d’informazione libera è considerata dal’87,76% degli italiani professionale e, quindi, attendibile. Internet è terreno fertile per le opinioni polarizzate. Le discussioni on line tendono a svolgersi in camere di risonanza (echo chambers), a cui hanno accesso solo individui con le stesse opinioni. Per il 69,61% degli italiani non è sempre possibile un confronto tra più punti di vista.

Crescono le ore di esposizione all’informazione: il 42,37% di noi è connesso almeno 4 ore al giorno. La generazione Z ancora di più. Un utente su tre è collegato a Internet più di 5 ore al giorno e metà del suo tempo è vampirizzato da Facebook. La maggioranza degli italiani crede che non sia più possibile trovare notizie credibili, ma lo stato del sistema di informazione non viene messo in relazione con la qualità della democrazia. La libertà è considerata prima di tutto libertà nella rete. A riprova di ciò, per il 77,30% le fake news non indeboliscono la democrazia. Per l’87,76% l’informazione che circola in rete è professionale, quindi è attendibile. Per il 37,11% gli apparati dell’informazione tradizionale tendono a manipolare le notizie.

Solo il 32% degli italiani dichiara di partecipare alla vita civile e politica attraverso la rete. Meno della metà è interessato alla politica, ancor meno all’economia. Il 45% degli italiani è influenzato dai programmi tv di approfondimento a livello di opinioni politiche. Quasi la stessa percentuale (il 43%) si fa convincere dalle reti di parenti e amici con le stesse idee. Seguono telegiornali (40%), giornali (39,93%). Facebook influenza il 25,32% degli italiani.

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Facebook stringe sulla privacy, blocco diretto degli utenti under13

Non basta più “dichiararsi” maggiori di 13 anni: ora i “controllori” di Facebook e Instagram potranno bloccare i profili degli utenti under 13 a campione. Lo riporta un portavoce della società al sito TechCrunch, secondo cui stanno cambiando le linee guida operative date ai moderatori di Facebook e Instagram. Ora potranno intervenire direttamente e più spesso nel bloccare i profili dei ragazzini.

Finora potevano infatti agire solo se il profilo dei ragazzini era stato segnalato a causa della giovane età. Le nuove linee guida, invece, consentiranno ai moderatori di bloccare direttamente i profili di tutti i bambini in cui si imbattono. Chi avrà il profilo bloccato, dovrà dimostrare di avere più di 13 anni con un documento. 

Il problema è stato sollevato da un’inchiesta dell’emittente inglese Channel 4, che ha visto un giornalista lavorare sotto copertura come moderatore di Facebook. L’inchiesta ha rivelato che chi controlla le attività sulla piattaforma può intervenire solo se un utente ammette di avere meno di 13 anni, altrimenti “deve far finta di essere cieco”.

Già con l’entrata in vigore a fine maggio del Gdpr, la nuova normativa europea sulla privacy, il social network ha inserito una sorta di ‘parental control’ per gli utenti ‘under 15’ e una stretta per i minori di 18 anni sul sistema di riconoscimento facciale.

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New on Sports Illustrated: How Will Todd Haley’s Tendencies Affect the Browns’ Fantasy Football Production?

New Cleveland Browns offensive coordinator is a known commodity in the football world. A pass-first playcaller with a reputation for being aggressive through the air, his tendencies will dramatcially alter the fantasy football value of every player on the Browns’ offense.